La Creazione di MAPINIKI

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La maggior parte delle comunità native del Perù che conosco personalmente o per relazione dei diretti membri, versa nella condizione di essere attanagliati nella morsa dei risultati degli eventi storici da una parte e, dall’altra, del pensiero stereotipato delle popolazioni non indigene nei loro confronti.

Con queste parole tratte dall’introduzione di MAPINIKI, che potete leggere per intero visitando la scheda del libro, desidero accompagnarvi nel retroscena della creazione di questo mio primo testo innovativo sugli Indigeni Ashaninka e Yanesha che abitano principalmente nelle regioni di Junin e Pasco della Selva Central, in Perù. La Selva Central è parte di quel trittico di aree della morfologia territoriale che anche un qualsiasi analfabeta peruviano sa recitare come una giaculatoria: La Costa, la Sierra (Montagna) e la Selva (foresta o giungla).

Un po’ per tutti credo che la parola “indigeni” abbia un certo fascino o evoca ricordi infantili di scene stereotipate proposte nei vecchi film, così in realtà accadde anche per me. Conoscevo il Perù dal 1990 (non nel senso di chi fa la gitarella in un paese straniero ed è convinto di poterlo descrivere agli amici della parrocchia del proprio paese), durante la mia prima visita l’avevo attraversato con tutti i mezzi possibili in lungo e in largo per ben 3 mesi circa. Tuttavia, c’è sempre qualche area che non conosci e l’area di Chanchamayo era tra queste.

Gutnher Rengifo, titolare della GrepTours di Lima e mio amico di lunga data, al mio rientro nel 2017 mi disse: “Devi visitare La Merced e Chanchamayo, quello è il posto che fa per te!”

Seppur scettico e titubante, raccolsi il suggerimento ed eccomi su uno dei vari pullman comodi e moderni che oramai collegano ogni parte del Perù, nulla a che vedere con i vecchi traballanti bus che spesso si fermavano per strada e il viaggio poteva durare anche due o tre giorni anziché 6 o 10 ore. Al mattino presto intorno alle 6 mi trovo in mezzo a quello che è un nuovo mondo nel nuovo mondo. A ragion veduta quando un peruviano ti dice “in Perù, noi abbiamo tre zone diverse: la Costa, la Sierra e la Selva [in realtà i microclimi studiati sono circa 32]”, non ti sta prendendo in giro perché sono tre mondi completamente differenti per clima, razza e cultura.

Il clima mi piacque molto (meteorologicamente è primaverile tutto l’anno e senza zanzare), vi restai il tempo necessario per inquadrarne il contesto socio-culturale in funzione del mio lavoro di documentazione; così convinto di fermarmi ancora soltanto un paio di mesi vi ritornai ancora nel 2018 ed invece alla fine vi rimasi ben oltre 20 mesi.

Affittai una stanza e dopo alcuni giorni cominciai a scoprire che l’esperienza precedente era stata quasi soltanto una gita, c’era moltissimo da conoscere sia dal punto di vista paesaggistico (abbondano le cadute di acqua che la gente chiama pomposamente cascata o catarata) che da quello culturale, mi colpì ad esempio che una sera molto tardi con il buio pesto si sentiva una musica ritmata che sapevo appartenesse al rituale di una processione. All’inizio pensai si trattasse di un disco del vicino di stanza o della musica di un locale adiacente però il suono via via si avvicinava. Mi resi conto allora che nell’oscurità un gruppo di “tunanteros” procedendo dal centro della città lungo la strada provinciale stava rendendo omaggio al “Señor de Muruhuay” dirigendosi verso la sede dell’associazione che l’ospitava. In un prossimo articolo racconterò più approfonditamente di questo e altri rituali.

MA come nasce MAPINIKI? Bene, per chi no sa cosa sia MAPINIKI lo invito a sfogliarne gratuitamente l’anteprima e si renderà conto della monumentale opera che ho realizzato. Il libro consta di 296 pagine e nella versione multimediale e interattiva include 75 video. MAPINIKI è disponibile anche in EPUB nel negozio online di questo sito, su Kobo, Lulu.com, Play Google mentre in versione Kindle e cartacea tascabile su Amazon.com.

MAPINIKI nasce quasi per caso, grazie ad un fiore rosso strano incontrato lungo un percorso che dalla comunità indigena di San Jeronimo attraverso il bosque umido o foresta pluviale conduce al luogo sacro chiamato “El Tambo del Diablo”, l’aneddoto è ben descritto nelle prime pagine dell’anteprima.

Ma cosa significa MAPINIKI ? Il termine ha tutta una sua storia che ti invito a scoprire sfogliando il libro, l’anteprima di numerose pagine già ti racconterà alcuni degli aneddoti che accompagnano la sua realizzazione e sicuramente non potrai annoiarti quando ti immergerai tra gli oltre 70 argomenti che vanno dalla cucina alle danze, dai veleni al matrimonio e le musiche ancestrali.

Potresti pensare che basta avere un po’ di soldini, una videocamera e il gioco è fatto! Nulla di tutto ciò caro amico lettore. Sei troppo abituato alla nuova mentalità del “tutti possono fare tutto” e magari con strumentazione gratuita o riprese con il cellulare. Se sei di questa specie lascia perdere e leggi qualcos’altro, qui non c’è posto per il mediocre e il pusillanime.

MAPINIKI nasce da curiosità, tenacia, professionalità, rapporto solidale e sopratutto tanto rispetto per la comunità che mi ha ospitato. Oltre nove mesi di lavoro, ricerche sul campo ed escursioni anche in luoghi estremamente pericolosi e la profonda amicizia creatasi tra me e i due rappresentanti delle famiglie Ashaninka e Yanesha: Raul Vasquez Quinchocre e Galindo Ampicha Ramos.

MAPINIKI nella sua struttura multimediale è frutto della collaborazione che da anni ho con gli sviluppatori di fliphtml5, un software che permette di dar vita ai propri documenti statici e arricchirli di numerose interattività.

MAPINIKI è parte dell’ambizioso progetto di far conoscere le tradizioni e i popoli del mondo spesso invisibili che ho iniziato a sviluppare nel 1990 e che nel 2016 ha preso il nome di “Le Mie Radici Indigene”  che conta già moltissimi video e diversi libri multimediali; se vuoi puoi fare anche tu una piccolissima donazione e scaricare il tuo omaggio a scelta. Visita la pagina del progetto per saperne di più oppure fai clic sull’immagine sottostante

 

 

Vi ringrazio per il vostro sostegno. Kametsa Pasonki maroni, Parasyos!

 

© 2020 – Angelo Giammarresi

 

Noi usiamo con soddisfazione: fliphtml5.com